“Il miele dell’umanità” è l’espressione con cui vogliamo presentare questo percorso che, da SAN MAURO PASCOLI fino a SOGLIANO AL RUBICONE, guida alla scoperta dei luoghi in cui è nato GIOVANNI PASCOLI... Sono luoghi che hanno avuto un ruolo essenziale per il manifestarsi della vocazione ed ispirazione poetica del grande poeta romagnolo…
Il viaggio comincia da Casa Pascoli, Museo Nazionale dal 1924, dove Giovanni nacque il 31 dicembre 1855, “dov’era, dietro siepi riquadre/ di biancospino, dietro un cancello/ verde, ciò ch’era della mia madre,/ nostro, ma poco; poco, ma bello”…
Nella casa che diede i natali al poeta, e a tutti i suoi numerosi fratelli, visiteremo la cucina con il camino, l’acquaio e il soffitto a travoni. Ci accoglieranno poi le stanze da letto, lo studio riallestito con la mobilia proveniente dall’appartamento bolognese del poeta ed il giardino da cui originariamente si accedeva all’abitazione: “.. M’era la casa avanti,/ tacita al vespro puro,/ tutta fiorita al muro/ di rose rampicanti” … Le piante ed i fiori del “giardino della poesia” oggi parlano, raccontano, attraverso i versi del poeta, di affetti e legami condivisi per un tempo tanto breve quanto continuamente ritornante nell’esistenza di Giovanni…
Lasciamo Casa Pascoli per dirigerci verso un altro luogo della memoria pascoliana: Villa Torlonia (visibile dall'esterno). Durante il tragitto per arrivare all’imponente tenuta conosciuta come “la Torre” ci lasceremo sorprendere, dietro una curva della strada, dall’inattesa “azzurra vision di San Marino”, una delle numerose suggestioni letterarie di questo percorso.
Alla poderosa Villa Torlonia ci daranno il benvenuto gli “amici pioppi” tanto cari al Pascoli che qui ha trascorso, insieme al padre amministratore dell’azienda agricola, alcuni momenti della sua infanzia: è il primo nascere della vocazione poetica… Nelle giornate ventose e piovose “lungo la sponda” del “dolce fiume”, il Rio Salto, gli eroi ed i personaggi delle letture giovanili si materializzavano agli occhi del poeta come affascinanti “cavalieri erranti”…
La gigantesca villa, solitaria in mezzo alla campagna, ci riporta ad un eccezionale fasto passato: nella corte, un tempo gremita di vita, ricostruiremo, anche attraverso foto d’archivio, le vicende che portarono al "decollo economico" di questa piccola parte di Romagna…
Alla poderosa Villa Torlonia ci daranno il benvenuto gli “amici pioppi” tanto cari al Pascoli che qui ha trascorso, insieme al padre amministratore dell’azienda agricola, alcuni momenti della sua infanzia: è il primo nascere della vocazione poetica… Nelle giornate ventose e piovose “lungo la sponda” del “dolce fiume”, il Rio Salto, gli eroi ed i personaggi delle letture giovanili si materializzavano agli occhi del poeta come affascinanti “cavalieri erranti”…
La gigantesca villa, solitaria in mezzo alla campagna, ci riporta ad un eccezionale fasto passato: nella corte, un tempo gremita di vita, ricostruiremo, anche attraverso foto d’archivio, le vicende che portarono al "decollo economico" di questa piccola parte di Romagna…
Si riparte: lasciamo la pianura per dirigerci, lungo una sinuosa strada, verso dolci colline... La destinazione è SOGLIANO AL RUBICONE, “piccolo grandemente amato paese di Romagna”.
Il legame con questo luogo fu per Giovanni fortemente sentito: lì viveva la zia che accolse benevolmente le sorelle minori Ida e Mariù, educande, dalla morte dei genitori, presso il Convento delle Agostiniane: “ dal profondo geme l’organo tra ‘l fumar de’ cerei lento: c’è un brusio cupo di femmine nella chiesa del convento…”..
Attraverso una visita integrata da pannelli, letture e frammenti di lettere e ricordi, ripercorreremo le vicende che unirono e contemporaneamente tennero per molti anni separata la vita del poeta da quella delle sorelle. Infine, approdando alla piazza del Comune, ci faremo conquistare dai giochi di cadute d’acqua della “Fontana delle farfalle”, creazione “poetica” di un altro artista delle nostre terre: Tonino Guerra…
Concluderemo la visita di Sogliano con un assaggio dell’“oro” del luogo: il celebrato formaggio di fossa. Vedremo le fosse di stagionatura e ci faremo raccontare dai proprietari di queste miniere la lunga storia di una prelibatezza conosciuta sin dall’epoca dei Malatesta che, come ci ricorda Pascoli, regnarono a lungo sulla nostra “Romagna solatìa, dolce paese…”
Il legame con questo luogo fu per Giovanni fortemente sentito: lì viveva la zia che accolse benevolmente le sorelle minori Ida e Mariù, educande, dalla morte dei genitori, presso il Convento delle Agostiniane: “ dal profondo geme l’organo tra ‘l fumar de’ cerei lento: c’è un brusio cupo di femmine nella chiesa del convento…”..
Attraverso una visita integrata da pannelli, letture e frammenti di lettere e ricordi, ripercorreremo le vicende che unirono e contemporaneamente tennero per molti anni separata la vita del poeta da quella delle sorelle. Infine, approdando alla piazza del Comune, ci faremo conquistare dai giochi di cadute d’acqua della “Fontana delle farfalle”, creazione “poetica” di un altro artista delle nostre terre: Tonino Guerra…
Concluderemo la visita di Sogliano con un assaggio dell’“oro” del luogo: il celebrato formaggio di fossa. Vedremo le fosse di stagionatura e ci faremo raccontare dai proprietari di queste miniere la lunga storia di una prelibatezza conosciuta sin dall’epoca dei Malatesta che, come ci ricorda Pascoli, regnarono a lungo sulla nostra “Romagna solatìa, dolce paese…”
