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lunedì 8 agosto 2011

“ADOLFO WILDT. L'ANIMA E LA FORMA TRA MICHELANGELO E KLIMT” - Forlì, gennaio - giugno 2012

Dopo il successo della mostra del 2011 dedicata a Melozzo e all’umana bellezza, ecco alcune anticipazioni sulla esposizione prevista per il 2012 ai Musei San Domenico di Forlì: “ADOLFO WILDT. L'ANIMA E LA FORMA TRA MICHELANGELO E KLIMT”.
“Il crescente interesse da parte del grande collezionismo internazionale e la sua presenza in mostre di particolare rilievo organizzate dai maggiori musei del mondo costituiscono un segnale decisivo della riscoperta di Adolfo Wildt (Milano 1868-1931), oggi finalmente riconsiderato tra i massimi scultori del Novecento europeo.
Nonostante i riconoscimenti e la fama raggiunti in vita, quando gli fu assegnata per chiari meriti la cattedra di scultura nella prestigiosa Accademia di Brera e fu nominato Accademico d’Italia, il suo apprezzamento da parte della critica è rimasto a lungo controverso.
La sua incredibile eccellenza tecnica e lo straordinario eclettismo furono attaccati sia dai conservatori, che non lo vedevano allineato per i contenuti ancora pervasi dal Simbolismo e per le scelte formali caratterizzate da richiami nordici estranei alla tradizione mediterranea e all’arte di regime, sia dai sostenitori del moderno che mettevano in discussione la sua fedeltà alla figura, la vocazione monumentale, il continuo dialogo con i grandi scultori e pittori del passato, e la fedeltà alla scultura intesa come esaltazione della tecnica e del materiale tradizionalmente privilegiato – il marmo – che lui sapeva lavorare raggiungendo effetti davvero straordinari, sino alla più elevata purificazione dell’immagine.
Questi aspetti, che ne hanno determinato per lungo tempo la sfortuna, esercitano oggi su di noi un nuovo fascino che solo una grande mostra potrebbe finalmente restituire.

Partendo dall’eccezionale nucleo di opere conservate a Forlì, dovute al mecenatismo della famiglia Paolucci de’ Calboli, protagonista della storia della città e della storia nazionale, è oggi possibile radunare una serie di straordinari capolavori di Wildt e ricostruire il percorso più completo della sua produzione sia scultorea sia grafica.
L’idea che governa questa mostra è quella non di una rassegna di carattere monografico, ma di un percorso che, come nel caso della recente mostra di Forlì su Canova, metta in rapporto le sue opere con quelle degli artisti, pittori e scultori del passato (Fidia, Cosmè Tura, Antonello da Messina, Dürer, Pisanello, Bramante, Michelangelo, Cellini, Bernini, Canova) e i moderni (Previati, Rodin, Klimt, De Chirico, Casorati, Fontana) con cui si è intensamente e originalmente confrontato, attraverso ambiti diversi della vicenda artistica, come il Liberty, il Simbolismo, il Decò, il Classicismo Novecentesco, l’eclettismo tra richiami al Quattrocento, al Manierismo, al Barocco al Realismo magico.
Mentre i temi da lui privilegiati, come quelli del mito e della maschera, gli consentirono di dialogare anche con la musica (Wagner) e la letteratura contemporanea, da D’Annunzio (che fu suo collezionista) a Pirandello e Bontempelli; così è stato un superbo ritrattista che con i magnifici busti colossali di Mussolini, Vittorio Emanuele III, Pio XI e tanti eroi di quegli anni ha saputo creare un Olimpo di inquietanti idoli moderni.
Una ricostruzione dettagliata e davvero affascinante della biografia, delle relazioni, delle committenze europee di questo protagonista assoluto di un periodo che, del resto, a Forlì e nel territorio ha lasciato testimonianze di scultura, di urbanistica e di architettura di straordinario livello, da riscoprire in occasione della mostra, con una serie di itinerari e di eventi opportunamente studiati e programmati.
Nel 2012 sarà dunque riportato alla luce il dibattito culturale locale ed i suoi protagonisti, che svolsero talora anche un ruolo nazionale. L’insieme di queste iniziative, attorno e attraverso la mostra dedicata ad Adolfo Wildt, consentirà di rileggere la vicenda novecentesca della città di Forlì e della Romagna.
Ancora una volta il percorso espositivo si articolerà all’interno delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico e nelle stanze del piano terra dove si sono tenute le sei precedenti mostre ideate e realizzate dalla Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì ed i Musei San Domenico”.

Fonte: Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì, Comune di Forlì, Musei San Domenico.

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